31-07-2009
Esistono molteplici sistemi di autostereoscopia: l'olografia, la fotostereosintesi, autostereoscopia a barriere paralle, reti lineari e lenticolari, parleremo di quest'ultima perchè i nostri monitor funzionano così.
Inventato nel 1908 da Gabriel Lippmann, realizzato nel 1920 da Hess, il principio della rete lenticolare è stato largamente perfezionato per la fotografia da Maurice Bonnet. L’impressione di rilievo è ottenuta grazie a una rete di microlenti (rete lenticolare) collocata sulla superficie dell’immagine, costituita da immagini ad incastro rappresentanti ognuna un punto di vista preso da un angolo differente. La rete permette di indirizzare a ciascun occhio un’immagine differente che il cervello dell’osservatore ricostruirà come unica ed in rilievo. Sebbene due punti di vista fossero sufficienti a rendere il rilievo, Maurice Bonnet aveva spinto la moltiplicazione dei punti di vista fino a uno scorrimento continuo e simultaneo dell’ottica e della fessura di separazione,

arrivando così all’equivalente di un’infinità di punti di vista. Il francese Pierre Allio adatta questo principio al video nel 1987 creando una catena completa dalla cattura alla restituzione dell’immagine e commercializza schermi autostereoscopici a rete lenticolar che denomina alioscopia. Una delle caratteristiche di questi schermi è quella di restituire più punti di vista dei due strettamente necessari, in modo da permettere un più libero posizionamento degli spettatori: questi schermi sono detti «multiscopici».
Con il fine di simulare il movimiento di parallasse di multiview il monitor Autostereoscopico che deve essere utilizzato, un dispositivo molto complesso come lo schermo xyZ Displays.
Questi schermi non solo forniscono un movimento completo di parallasse, ma anche angoli di visualizzazione diversi. Gli schermi Multiview non richiedono il monitoraggio di rilievo, ma è composto da una serie di lenti che proiettano tutti gli angoli di visione immediatamente.
Da: Wikipedia


